IL CANDIDATO DEL PARTITO DEMOCRISTIANO GENOVESE NON HA UN VERO PROGRAMMA

 

Prosegue il viaggio nei meandri dei programmi dei vari candidati sindaco per il Comune di Genova: quest’oggi ci occuperemo di Giovanni Antonio Crivello, l’ex assessore comunale alla Protezione Civile della giunta  uscente, che tenta di divenire il successore del Markese Doria.

La lista delle cose da fare è presente sul suo sito internet personale – all’indirizzo http://giannicrivello.it/noi-genova-il-nuovo-patto-per-la-citta/ – ma, se questo è il suo programma ufficiale, siamo di fronte ad una pochezza disarmante.

Il capitolo riguardante il lavoro si esaurisce in ben sette righe, e si può concentrare in tre parole: porto, alta tecnologia, turismo; sarebbe interessante conoscere come intende procedere per valorizzare queste risorse, ma si è guardato bene dal precisarlo.

A questo punto qualcuno potrebbe pensare: “va beh, sul lavoro è stato molto sul vago, ha speso poche parole, ma solo per lasciare spazio agli altri temi”; nel caso è meglio che eviti di elucubrare, perché ad alcuni dei temi trattati, il Crivello è riuscito nell’ardua impresa di dedicare ancora meno attenzione.

E’ il caso della messa in sicurezza del territorio: un problema molto sentito dalla popolazione, che il “signorino” liquida in ben cinque righe, parlando di consolidamento dei lavori di contrasto ai fronti franosi e alla pericolosità dei torrenti.

Ancora “meglio” riesce a fare nel paragrafo dedicato ai trasporti, liquidato in quattro righe, di una genericità mostruosa: cosa significa che «il Comune sostiene lo sviluppo dell’aeroporto, delle linee ferroviarie, dei collegamenti stradali sicuri ed efficienti»?

Non è indifferente sapere se con l’impegno per migliorare i collegamenti stradali si intenda maggiore attenzione alle strade delle frazioni collinari, o l’impegno per la costruzione della Gronda autostradale di ponente.

Così come non è la stessa cosa battersi per potenziare al massimo il collegamento ferroviario con i Comuni dell’entroterra, in modo che risulti – a differenza di adesso – quanto meno accettabile, oppure puntare sull’alta velocità/alta capacità.

Il sospetto, che a chi scrive appare una certezza, è che gli impegni verso gli elettori siano volutamente fumosi: in questo modo, chi ne sostiene la candidatura – il Partito Democristiano ed i suoi maggiordomi – può più facilmente chiedere il "voto utile".

E’ evidente che, ad un elettore che ha deciso di non appoggiare il candidato del piddì perché favorevole alla devastazione del territorio, è difficile andare a chiedere di essere responsabile e votare per l’unico candidato in grado di battere le destre.

Pertanto volutamente si evita di entrare nello specifico delle cose: ma l’esperienza della Giunta uscente dovrebbe insegnare a chiunque che, se qualcosa non viene specificato, significa che resta nelle mani del partito di maggioranza relativa che impone, a suon di ricatti, la sua visione.

Ma forse questa volta non ne ha neppure bisogno: mercoledì sette giugno, presso i Giardini Luzzati – davanti a centinaia di convenuti – Articolo Uno-Movimento Democratico e Progressista ha chiuso la campagna elettorale, con la presenza di pezzi da novanta quali Giuliano Pisapia e Pierluigi Bersani.

A questo incontro ha partecipato anche il sindaco in pectore il quale, all'interno del proprio intervento, ha dedicato un passaggio proprio al tema dell'alta velocità/alta capacità sostenendo che «non è possibile che da Torino a Milano si impiegano cinquanta minuti, mentre da Genova ci vogliono due ore».

Infine, mi piace citare la simpatica chiusura dell'intervento dell'ex ministro dello Sviluppo economico: «visto che la classica formula "al lavoro e alla lotta" non è più pronunciabile, ho trovato un sinonimo: "non state lì a pettinare le bambole"».

 

Genova, 08 giugno 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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